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Riferimento
 

 

 

 

 

 

 SARDEGNA STORICA

 

cenni storici sulla sardegna

 

Chi erano e da dove venivano i primi esseri umani che popolavano la Sardegna?

L'archeologia sarda è ancora molto in ritardo e nonostante molto sia stato già fatto, tantissimo rimane ancora da fare. Gli studi più attendibili datano comunque al 2000 a.C. (più di 4000 anni fa) le prime tracce di civiltà neolitiche (o neoeneolitiche) e riguardano la penetrazione di provenienza egea. Tracce del più antico periodo paleolitico sono state ritrovate nel nord dell'isola e in particolare nel centro-nord (la famosa Venere di Macomer, i graffiti rupestri della Grotta Verde di Alghero).

Una delle "culture" più antiche è quella di San Michele a Ozieri (Egei) e furono le genti di questo gruppo a scavare le famose "domus de janas" o casa delle fate, delle streghe, che sono in realtà tombe.

Altra cultura importante e antica è quella detta di Arzachena dal luogo dei principali ritrovamenti di reperti di questa cultura.

Poi abbiamo la successiva cultura detta di Bonnanaro nella quale inizia il fenomeno dell'architettura e della civiltà nuragica. Cosa erano i nuraghi? Che popolo era quello che li abitava? Sembrano domande semplici, ma in realtà la risposta definitiva ancora non è stata fornita, anche perché solo da venti anni a questa parte l'archeologia sarda sta cominciando una nuova e ricca fase di intense e proficue ricerche (dopo gli studi iniziali ad opera di persone come Lamarmora, Orsoni, Pais e altri, che nel secolo scorso dettero il via alle ricerche). Sappiamo, inoltre, che il commercio di ossidiana ha favorito lo scambio con altre culture sin dai tempi più antichi.

Poco oltre Bonorva possiamo ammirare ancora i resti della civiltà prenuragica in Sardegna, visitando la necropoli ipogeica di San'Andrea Priu.

Secondo alcuni i Nuraghi sarebbero fortezze difensive (ipotesi oggi più accreditata), secondo altri regge o templi intorno ai quali si aggregavano villaggi prevalentemente di capanne. Senza dubbio si trattava di edifici di enorme importanza per la collettività che per costruirli doveva affrontare problemi e fatiche enormi. I Nuraghi sono stati costruiti con blocchi di pietra sovrapposti (spesso di basalto), si tratta di edifici che esistono ormai da alcuni millenni.

Fra i più importanti e interessanti da vedere il Nuraghe Arrubiu vicino a Orroli; il Santuario federale di Santa Vittoria di Serri; il Nuraghe Losa - Abbasanta (in prossimità di Macomer), su Nuraxi di Barumini (Cagliari) e il Nuraghe di Sant'Antine in prossimità di Torralba. I nuraghi per la loro grandezza e per il mistero che circonda ancora buona parte di questa epoca storica hanno un fascino a cui è difficile resistere, alcune di queste costruzioni dopo diversi millenni mantengono quasi intatta la loro splendida struttura.  

 

1000 a.c.

Dall'ottavo al sesto secolo avanti Cristo la civiltà Nuragica conobbe il suo massimo splendore: centri abitati fiorivano e prosperavano intorno ai Nuraghi ed insieme ad essi si sviluppavano con i commerci e i contatti col mondo mediterraneo in generale. Numerosi ritrovamenti stanno a dimostrarlo, ad esempio i lingotti di rame di provenienza egea spesso trovati nelle tombe indicano frequenti contatti con i territori orientali del mediterraneo ma anche ritrovamenti effettuati fuori dalla Sardegna, in particolare in Egitto, dove sono stati trovati papiri che parlano di un "popolo del mare" chiamato Shardana (forti guerrieri che, per un certo periodo, dettero mercenari ai Faraoni).

Il declino inizia con le costanti guerre che i Fenici prima, Cartagine poi e i Romani infine, imposero alle popolazioni nuragiche. Finisce lentamente la storia della Sardegna Nuragica e inizia quella della Sardegna Romana. La storia sarda è comunque una storia di invasioni sempre fieramente contrastate, orgogliosamente combattute e, spesso, respinte.

Le civiltà "preistoriche" e nuragiche persistettero fino a gran parte delle conquiste Romane. Prima dei Romani, i Fenici e i Cartaginesi posero colonie (bellissime le rovine di Tharros vicino a Oristano e Nora vicino a Cagliari), altre città fenicie furono fondate nell'isola tra la prima e la seconda guerra punica, e la eressero a provincia, lasciando ovunque tracce della loro presenza (nei luoghi, nei nomi, nella lingua, nelle città).  

500 D.c.

La caduta dell'impero Romano coincide, anche per la Sardegna, nel V sec. D. C., con l'invasione dei Vandali e in seguito, nel VI secolo, con la dominazione bizantina. Da allora in poi l'isola a parte due tentativi di invasioni germaniche Goti e Longobardi, respinti ad opera del popolo sardo guidato dai suoi condottieri e la costante minaccia dei Saraceni conobbe, insieme ad un distacco graduale da Bisanzio, un periodo di intensa crescita civile e politico-economica che a tutt'oggi i Sardi ricordano: il periodo dei Giudicati.  

 

1300 D.c.

Lontano dall'egemonia dell'impero, i Sardi, lentamente ma progressivamente, si dettero una organizzazione politica ed economica autonoma. Vennero creati quattro "regni" o "giudicati" (perché il "re" era detto "giudice") strutturalmente delle oligarchie, con re elettivi: i giudicati di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura. Fu un periodo di intensa crescita economica e culturale, un periodo di "fondazione", di leggi, di scoperte dei valori culturali nazionali. Risale a questo periodo (sec. XIV) la "Carta de Logu" raccolta di leggi, ma anche uno dei primissimi esempi di "limba sarda", ovvero di lingua sarda (riconosciuta a livello nazionale ed europeo, una vera e propria lingua con i suoi dialetti, deriva infatti dal latino volgare, mentre l'italiano e altre lingue dell'Est europeo derivano dal latino orientale). La stesura della "Carta de Logu" viene fatta risalire a Eleonora d'Arborea e Mariano IV, suo padre. Esistono in materia giudizi autorevoli (Max Leopold Wagner, Massimo Devoto, Nunzio Cossu, Nicola Valle per citarne alcuni). È innegabile che il sardo sia una lingua sorta dal latino antico. Dante prese una clamorosa cantonata, quando, nel De Vulgaris Eloquentia sostenne che i sardi semplicemente imitavano la lingua di Roma. I sardi ebbero un volgare proprio e furono i primi, tra gli italiani, a farne uso negli atti ufficiali. Il Privilegio logudorese di Mariano, Giudice di Lacan, risale al 1080 ed è il più antico documento pervenutoci. Eppure durante la celebrazione del Millenario della lingua italiana (1960) all'isola vennero riservati solo pochi accenni. Fu Lorenzo Frattarolo a sottolineare, in alcuni saggi, il posto di rilievo che compete alla Sardegna nella storia della lingua italiana.

Abbiamo avuto, quindi, l'influenza di Genova e Pisa, poi è subentrata quella Spagnola. L'influenza delle due repubbliche marinare consisteva nella protezione dei traffici, un controllo su basi commerciali e di accordo reciproco (spesso) e non dominio in senso stretto. Per i contrasti interni tra Sardi e sulla base giuridica di antiche "donazioni" (Carlo Magno aveva "donato" l'isola al papato che ne concesse, nel periodo di Bonifacio VIII, l'investitura al re aragonese Giacomo II). Per gli spagnoli fu relativamente facile conquistare l'isola nel XV sec. con guerre e ribellioni che durarono fino al 1478.

Fu, quindi, introdotto il feudalesimo, imposte e tasse, nuovi e ingiusti privilegi: con la dominazione straniera fu posto fine a un periodo di progresso in tutti i campi per iniziarne uno di oppressione e paralisi. Questo fu un periodo di profonda crisi che come dicono molti giovani intellettuali sardi sta finendo, forse, solo ai nostri giorni.

Dopo alterne vicende, sporadiche ma endemiche ribellioni, nel 1718, l'isola già in mano inglese, venne assegnata dal Congresso di Londra a Vittorio Amedeo II di Savoia. Da allora in poi è storia nazionale: la storia dell'isola si unisce con la storia del Piemonte e dei Savoia prima, dell'Italia unita poi.

Dal 1718 i Savoia si occuparono dell'isola. Re Carlo Emanuele III (1730-1773) realizzò una serie di riforme politico amministrative a vasto respiro e la gratitudine dei Sardi fu ben evidente durante la conquista del Piemonte da parte degli eserciti della Repubblica Francese, occasione in cui l'isola ospitò il re fuggitivo restandogli fedele anche durante i tentativi di invasione da parte dei Francesi. I sardi riportarono una una duplice vittoria sui francesi (1792-93 circa). Una flotta comandata dal contrammiraglio Truguet, cercò di invadere la Sardegna sulle coste campidanesi, ma fu respinta. sorte simile incontrò l'operazione condotta contro l'arcipelago di La Maddalena.  

 

 

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