CASTELLO
La
fondazione del
Castello si deve
ai Pisani, che lo
abitarono e lo
fortificarono dal
1217. Il colle gli
fu ceduto, con la
forza, dalla
giudicessa di
Cagliari
Benedetta.
Il suo vero
sviluppo si ebbe
con gli Aragonesi,
che nel 1326, dopo
la conquista della
città, vi posero
la sede del loro
governo.
Le più importanti
strutture di
fortificazione
sono state
costruite nei
primi anni del XIV
secolo. Tra queste
spiccano le tre
torri di S.
Pancrazio (o
dell'Aquila),
dell'Elefante e
del Leone (oggi
non più visibile
perchè inglobata
nel palazzo Boyl).
La torre
dell'Elefante fu
costruita nel 1307
a spese del Comune
Pisano
dall'architetto
Giovanni Capula,
ricordato
nell'iscrizione
posta ai piedi
della torre. La
torre di San
Pancrazio fu
elevata nel 1305
sempre da Giovanni
Capula.
Gli Spagnoli tra
la fine del XVI
secolo e gli anni
'60 del 1600
ristrutturarono le
fortificazioni e
le mura, elevarono
nuovi baluardi,
edificarono
numerose chiese e
modificarono
alcune di quelle
già esistenti e
costruirono
collegi e conventi
religiosi.
Forse dall'epoca
romana il Castello
veniva denominato
"castrum",
durante il
medioevo
"castellum"
ed in seguito con
il dialettale
"casteddu".
La città essendo
identificata con
il Castello
acquisiva il nome
di "Castrum
Kalaris" o
"Castrum
Castri", meno
frequentemente
veniva chiamato
anche
"Castellum de
Castro",
"Castellum de
Castello" o
"Civitas
Castelli",
per gli Aragonesi
era "Castell
de Caller" e
per i Catalani e
gli Spagnoli
"Real
Castillo".
Dal nome spagnolo
della città,
Caller (la doppia
l si legge gli),
si giunge a quello
attuale di
Cagliari.
A
Castello, dove un
tempo batteva il
cuore della città,
prima quello
pisano e spagnolo,
poi quello degli
artigiani e della
borghesia, ora c'è
un quartiere che
sembra congelato
nel tempo; vecchie
botteghe di
artigiani
che portano avanti
le tradizioni di
secoli di storia e
cultura sarda;
come in un anello
temporale il
divenire si lega
al passato e il
passato diventa
futuro. E' così
che nel 1993 è
stata ideata la
Cittadella dei
Musei, struttura
moderna
all'interno di una
zona che fin dal
1825 era occupata
dall'Arsenale.
Ora
è diventata una
struttura
suggestiva e
funzionale che
raggruppa il Museo
Archeologico, la
Pinacoteca, il
museo siamese
Cardu, la Mostra
delle Cere
Anatomiche, e il
museo Etnografico;
a 200 mt dalla
Porta di Santa
Cristina,
imbeccando il
belvedere di Buon
Cammino, dal quale
si ha una
bellissima
panoramica sul
golfo di Cagliari,
abbiamo
l'Anfiteatro
Romano, luogo di
concerti e opere
teatrali fin dalle
sue origini rese
ancora piu'
spettacolari
grazie alla
suggestione della
cornice in cui si
svolgono.
Attraversata la
porta di San
Pancrazio si può
parcheggiare
l'auto in Piazza
Indipendenza e
passeggiare
insieme a noi per
le strette vie
cittadine; l'aria
che si respira è
quella
affascinante delle
strette vie
"spagnoleggianti".
L'aria che si
respira è densa
di odori
"popolari"
che stuzzicano
l'appetito; zuppa
di pesce in
preparazione,
soffritto per il
ragù che volegia
per le lunghe e
strette vie
castellane.In via
Lamarmora si
trovano diverse
botteghe e negozi
di antiquariato
che meritano una
attenta visita.
Non lontano
c'é Piazza
Palazzo, uno dei
punti più
panoramici della
città. Poco più
a destra in basso
troviamo il Duomo,
la Cattedrale di
Santa Maria (foto
a
sinistra)costruita
dai Pisani e più
volte
rimaneggiata.
Lungo via Martiri
si torna verso
Piazza
Indipendenza dove
si può ammirare
la Torre Pisana di
San Pancrazio.
Riscendendo, sulla
sinistra si trova
la chiesa di Santa
Croce, costruita
sulle rovine della
antica Sinagoga, ,
mentre di fronte
si apre il
Bastione omonimo,
che libera la
vista sul
Quartiere di
Stampace. Quì ci
si può ristorare
al numero 33
"Libarium
Nostrum", uno dei
locali prediletti
dai cagliaritani
data la magnifica
vista di cui gode.
Si prosegue in
discesa fino alla
Torre
dell'Elefante,
fino ad arrivare
al bellissimo e
panoramicissimo
Bastione di Saint
Remy, da cui si
domina il
quartiere Marina.

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