CAGLIARI
STORICA
le
origini
Cagliari
è una delle città
più antiche del
Mediterraneo.
L'origine
etimologica del
suo nome per
alcuni deriva dalla
parola fenicia Karel
(città di
Dio) che nelle
antiche fonti
viene rilevato al
plurale, Karales,
ed anche Caralis,
al plurale Carales.
In altri
documenti ha
subito
trasformazioni in Calaris
e Calares, al
plurale; mentre in
epoca spagnola si
è mutato in
Caller.
I
primi
insediamenti,
risalenti
all'epoca
preistorica sono
stati rinvenuti
nelle caverne di
Sant’Elia; nella
collina di Monte
Claro, sono stati
riportati alla
luce importanti
reperti risalenti
al neolitico che
testimoniano lo
svilupparsi di una
civiltà tra il
1700 ed il 1500 A.
C., ed attestano
la vocazione
commerciale della
città.
CAGLIARI
PUNICA E ROMANA
I
Fenici la
frequentarono a
partire dal X-IX
secolo A. C., ma
solo i Cartaginesi
ne fecero un vero
centro urbano, con
la realizzazione
di edifici
religiosi,
necropoli,
abitazioni e
cisterne per
l'approvvigionamento
idrico.
Allora
la città si
estendeva lungo la
costa, dal colle
di Bonaria, al
capo di Sant'Elia,
fino all'odierno
quartiere Sant'Avendrace,
divenendo centro
di una vita
commerciale assai
intensa, essendo
lo sbocco naturale
dei prodotti
agricoli del
Campidano
meridionale e del
sale di produzione
locale. La
Sardegna passò
sotto la
dominazione romana
nel 238 A. C.,
dopo la prima
guerra punica e
Cagliari conservò
il carattere di
città
commerciale. Nel
periodo imperiale
esistevano già i borghi di
Sant'Elia,
Sant'Avendrace e Marina. Come tutte
le città romane
di un certo rango
aveva le strade
lastricate, un
acquedotto, le
cloache, edifici
pubblici,
l'anfiteatro e le
terme. Da Carales,
nome latino della
città, partivano
le grandi arterie
che attraversavano
l'isola in tutta
la sua lunghezza
collegandola con
altri centri quali
Tibula (Santa
Teresa di
Gallura), Olbia e
Turns Libisonis (Porto
Torres),
utili non solo
sotto il profilo
commerciale, ma
che permettevano
anche gli
spostamenti delle
legioni, impiegate
nell'isola contro
le resistenze
autonomistiche
degli abitanti
dell'interno (Barbagia). Già
da quell'epoca
Cagliari era
capitale della
Sardegna e sede di
magistrati romani
e fu eretta a municipium
da Gaio Giulio
Cesare nel 46 A.
C. In seguito al
crollo dell'Impero
Romano
d'Occidente, i
Vandali occuparono
Ia Sardegna dal
455 al 533,
assoggettando
anche Cagliari,
dove vennero
esiliati i vescovi
che non si
piegarono
aII'arianesimo,
praticato dai
dominatori.
CAGLIARI
GIUDICALE
Ai
Vandali
succedettero I
Bizantini dal 533,
poi la città fu
presa dagli
Ostrogoti nel 551
e assalita dal
Longobardi nel
599. In seguito,
perso ogni
contatto con
l'esterno, a causa
della dominazione
araba nel
Mediterraneo, la
Sardegna si resse
autonomamente con
la costituzione di
quattro Giudicati
(regni retti dai
Giudici): Cagliari,
Arborea,
Logudoro e Gallura, gia prima
dell'anno 1000.
A
causa delle
continue scorrerie
saracene, gli
abitanti delle
coste furono
spinti ad
allontanarsi dal
mare, cercando
rifugio nelle zone
più interne. Gli
abitanti di
Cagliari
lasciarono quindi
l'insediamento
costiero per
fondare Santa
Igia, prospiciente
lo stagno di Santa
Gilla, capitale
del Giudicato di
Cagliari o
Pluminos (IX-X
secolo).
Per
limitare l'ampia
diffusione
dell'analfabetismo
e l'ignoranza in
tutti gli strati
sociali, dovuti al
lungo isolamento,
i regnanti sardi
instaurarono nuovi
contatti culturali
e commerciali.
Nell'XI secolo vi
fu la penetrazione
dei monaci
marsigliesi, i
Vittorini. Di pari
passo si verificò
anche la
penetrazione di Pisa, alleata
nella lotta contro
gli Arabi.
CAGLIARI
PISANA
Prima
attraverso
l'insediamento di
istituti
religiosi, come
l'Opera di S.
Maria di Pisa, i
quali ottennero
dai Giudici ampi
privilegi, poi con
l'arrivo di molti
esponenti di
famiglie
nobiliari, il
comune toscano
penetrò
ampiamente nel
Giudicato sia per
mezzo di una
complicata rete di
matrimoni, sia con
l'insediamento di
mercanti, uomini
d'affari e
trafficanti di
ogni tipo. Ma
l'insediamento non
avvenne in modo
pacifico. Segni in
tutta l'isola un
lungo periodo di
lotte tra i
Giudicati e le
Repubbliche di
Pisa e Genova.
S.
Igia, divenuto un
centro importante
di traffici si
contrapponeva
all'insediamento
pisano edificato
su un colle
adiacente
denominato Castrum
Caralis, da
cui il nome di Castello.
Al vecchio sistema
amministrativo
giudicale si sostituisce
l'ordinamento
giuridico di
ispirazione
pisana, dando
inizio al completo
dominio
commerciale sulla
città.
Contemporaneamente
si vennero
a formare i tre
quartieri
appendice del
Castello: la Marina
(denominato
allora, La Pola e
modificato poi in
epoca spagnola in
Lapola), abitato
da pescatori, in
cui veniva
principalmente
esercitato il
commercio; Villanova,
essenzialmente
borgo agricolo; Stampace,
quartiere di
artigiani.
Nel
1257 i Pisani,
alleati con i
giudicati di
Arborea, Torres e
Gallura
espugnarono
l'antica capitale
e la distrussero.
Nel
1297, dopo che il
papa Bonifacio
VIII assegno il
titolo, ma non il
possesso del Regnum
Sardiniae et
Corsicae a
Giacomo II
d'Aragona, Pisa
rafforzò invano
il sistema
difensivo di
Castello con la
costruzione delle
torri di San
Pancrazio nel 1305
e dell'Elefante
nel 1307. Infatti
gli Aragonesi
mossero alla
conquista di
Cagliari nel 1324,
ponendo fine, dopo
tre mesi di
assedio
all'influenza
pisana, mentre nel
resto dell'isola
si scontravano
con la resistenza
del rimanente
Giudicato
d'Arborea e di
Genova che da
tempo aveva degli
interessi in
Sardegna.
CAGLIARI
ARAGONESE
I
principali atti
compiuti dagli
Aragonesi furono
una maggiore
fortificazione del
Castello e
dell'appendice
della Marina, il
miglioramento del
porto con la
costruzione di una
darsena,
l'introduzione in
città degli
istituti
barcellonesi.
L'isola viene
divisa in due
grandi settori
amministrativi:
Capo di sopra e
Capo di sotto.
Cagliari diviene
capitale di quest'ultimo e
sede del viceré.
Pietro
IV d'Aragona
istituisce i parlamenti,
composti da tre
elementi: militare,
rappresentato da
nobili e militari;
ecclesiastico,
rappresentato da
vescovi ed alti
prelati; reale,
composto dai
rappresentanti
delle città non
infeudate e delle
ville (villaggi).
Gli ordinamenti
pisani vennero
definitivamente
cancellati. Il
diritto di abitare
in Castello,
scelto anche dagli
Aragonesi come
centro
amministrativo
della città, fu
concesso solo ai
Catalani, ai
Valenzani ed ai
Maiorchini,
privilegiati dalla
nuova legislazione
e chiamati a
ricoprire tutti
gli incarichi
pubblici, mentre
la popolazione
locale affluì
nelle ville di
Marina, Stampace e
Villanova.
Nel
corso della guerra
tra il Giudicato
d'Arborea e
l'Aragona,
Cagliari, baluardo
degli Aragonesi,
avrebbe rivestito
importanza
strategica per i
giudici arborensi
che combattevano
per l'indipendenza
dell'isola. Nel
1375 la città fu
stretta d'assedio
da Mariano IV, ma
il tentativo fu
respinto per
l'arrivo di una
flotta aragonese e
la contemporanea
morte del giudice.
Il capoluogo del
capo di sotto
continuo a
mantenere il suo
carattere di città
commerciale, dove
erano presenti
numerosi mercanti
Catalani ed
Aragonesi. Furono
costituiti i gremi
o associazioni
di mestiere e
nello stesso
periodo la comunità
israelita che
costruì la sua
sinagoga. Nel 1456
fu istituito, con
molto anticipo rispetto ad altri
stati italiani, il
Protomedicato,
organo con
competenze in
ambito
igienico-sanitario,
su tutto il
territorio del Regnum
Sardiniae.
Un
ulteriore
tentativo di
cacciare gli
Aragonesi si ebbe
nel 1476, quando
Ortaldo Alagon,
nel corso della
guerra tra
Leonardo, suo
padre, marchese di
Oristano,
discendente degli
Arborea, e gli
Aragonesi, occupò
il porto di
Cagliari e si
impadronì delle
navi mettendo
tutto a sacco. Ma
la città non
cedette e gli
Alagon, dopo la
sconfitta di
Macomer (1478),
furono costretti
alla pace. Cessate
le battaglie,
Cagliari visse un
periodo di
tranquillità.
CAGLIARI
SPAGNOLA
La
dominazione
Spagnola in
Sardegna ebbe
inizio nel 1479
quando, con
l'unificazione
della Castiglia e
dell'Aragona sotto
un unico trono,
Ferdinando il
Cattolico successe
a Giovanni
d'Aragona. E' un
periodo di crisi.
L'amministrazione
regia non sempre
fu in grado di
controllare i
conflitti
esistenti fra
forze locali.
Entrata a far
parte del grande
impero di Carlo
V,
l'isola pur
essendo coinvolta
nelle vicende
politiche e
religiose legate
alla riforma
protestante che in
quell'epoca
infiammarono
l'Europa, per
altri versi fu
trascurata. Ciò
favorì il
rafforzamento del
ceto feudale
locale che abusava
dei suoi poteri a
danno del mondo
rurale. Nel 1492
gli ebrei vengono
espulsi dal ghetto
di Cagliari,
ubicato nella zona
di Santa Croce, e
dall'isola, mentre
si dispone
il trasferimento
del tribunale
dell'Inquisizione
a Sassari.
Sigismondo Asquer,
intellettuale
cagliaritano,
avvocato della
Reale Udienza
(organo istituito
neT 1564 con
funzioni di Corte
d'Appello e di
Senato del Regno)
per dei giudizi
espressi sul clero
e sullo stato
della Chiesa
nell'isola, viene
condannato al rogo
dall'Inquisizione.
Per
contrastare le
continue
incursioni dei
pirati Barbareschi
che imperversavano
anche nelle coste
sarde, dal porto
di Cagliari
partirono due
spedizioni, nel
1535 e nel 1570,
nella prima delle
quali Carlo V sostò
per alcune ore in
città.
Nel
1620 fu fondata l'Università, il
cui statuto
ricalcava quello
dei prestigiosi
Atenei spagnoli di
Salamanca e Leida.
Sorsero anche
iniziative di
carità pubblica
svolte dalle
confraternite di
ispirazione
spagnola. Sul
finire del secolo,
l'uccisione del
viceré Camarassa
per motivi
politici, segna la
prima fase del
distacco della
Spagna dall'isola.
Questo processo
culminò ai primi
del Settecento,
con lo scoppio
della guerra di
successione
spagnola. Anche in
Sardegna si costituiscono
due partiti, uno
nel settentrione
filo-Austriaco e
l'altro nella
parte meridionale,
a favore della
Spagna. La disputa
tra Austriaci e
Spagnoli ebbe
termine nel 1708
con l'intervento
di una flotta
anglo-olandese che
bombardò Cagliari
occupandola senza
incontrare
resistenza. Il
viceré con la
firma del trattato
di Utrecht del
1713, si vide
costretto a cedere
l'isola
all'Austria. In
seguito il
tentativo da parte
di una flotta
spagnola di
riconquistare
l'isola ebbe
successo,
costringendo gli
Austriaci a
capitolare. Tale
esito, però,
venne reso nullo
dal trattato di
Londra del 1718
che assegno la
Sardegna ed il
titolo regio al
duca Vittorio
Amedeo Il di
Savoia.
CAGLIARI
PIEMONTESE
Da
questo momento in
poi Cagliari
rimase sede del
viceré, il primo
dei quali fu Saint
Remy. In seguito
alla rivoluzione
francese, il 18
dicembre del 1792,
una flotta
francese sferrò
un attacco alla
città di Cagliari
che fu bombardata,
mentre un
tentativo di
sbarco effettuato
nella spiaggia di
Quartu fu respinto
dai miliziani
sardi comandati da
Girolamo Pitzolo.
Nel 1794 Cagliari
fu teatro di
agitazioni a
carattere
antifeudale che si
estesero a tutta
l'isola e si conclusero
con una dura
repressione da
parte delle
autorità sabaude.
Il movimento
antigovernativo fu
capeggiato da
Giovanni Maria
Angioy, giudice
della Reale
Udienza, costretto
all'esilio in
Francia; il
personaggio forse
di maggior spicco
della storia della
Sardegna e,
comunque, il più
amato dagli
storiografi sardi.
Nel
1799, l'esercito
rivoluzionano
francese marcia
verso Torino e
Carlo Emanuele IV
si trasferisce a
Cagliari con la
sua corte, essendo
l'isola l'unico
territorio non
occupato. Cagliari
sarà capitale del
regno di Sardegna
fino al 1812
quando, entrati
gli Austro-Russi a
Torino, la corte
ritornò in
Piemonte,
lasciando
nell'isola come
viceré Carlo
Felice. Sotto la
sua
amministrazione
venne promossa la
costruzione di
strade
(Cagliari-Porto
Torres nel 1822),
e venne costituita
la Società
Agraria ed
Economica (1804).
Nonostante ciò vi
fu una nuova
congiura contro i
Piemontesi.
Infine
nel 1847 un moto
popolare partito
dall'Università
riuscì nel
tentativo di
vedere unificata
la Sardegna al
Piemonte, con la
cosiddetta
"fusione
perfetta".
Fino ad allora,
l'isola,
nonostante fosse
unita al Piemonte,
aveva goduto di
una sorta di
dipendenza
amministrativa,
simile a quella di
uno stato federato
autonomo.
Cagliari, cosi
come gli altri
comuni del regno,
viene amministrata
secondo un
ordinamento
giuridico moderno,
ispirato ai
principi dello Statuto
Albertino (1848).
Ma molti problemi
di antica origine
restavano ancora
irrisolti.
CAGLIARI
CONTEMPORANEA
Nel
1906, durante una
sommossa popolare
contro l'aumento
del pane vi furono
3 morti e 20
feriti. Nel 1913,
con l'introduzione
del suffragio
universale, furono
poste le basi per
la trasformazione
dei vecchi assetti
politici ancora
presenti
nell'isola. Già
dall'inizio del
secolo aveva
ripreso slancio il
pensiero autonomistico, che
culminò con la
costituzione di un
partito sardo
autonomo, nel
1921. Il programma
politico prevedeva
la
regionalizzazione
delle risorse
economiche,
l'espropriazione
del capitale,
l'abolizione della
monarchia. I primi
risultati
elettorali furono
alquanto
lusinghieri.
Negli
anni seguenti la
città si sviluppò
maggiormente. La
costruzione delle
ferrovie contribuì
tra l'altro a
valorizzare il suo
porto e ad
incrementare i
commerci. La
seconda guerra
mondiale parve
interrompere
bruscamente questo
processo. La città
fu in gran parte
distrutta dai
massicci
bombardamenti
anglo-americani
del febbraio e del
maggio 1943, ma la
ricostruzione fu
rapidissima.
Quando nel 1948,
lo Statuto
Speciale della
Sardegna
dichiarava
Cagliari capoluogo
della regione, la
città era gia
definitivamente
ritornata al suo
rango storico.
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